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Martedi, 12 Maggio 2026 ATTENZIONE Premio letterario a Chiaromonte(Pz) organizzato dalla EditricErmes
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Ho cominciato ad ascoltare il mondo con l’udito del dialetto, a vedere il mondo con gli occhi del dialetto, a sentire le emozioni in dialetto, a pensare in dialetto. Ho cominciato a innamorarmi in dialetto, a provare dolore in dialetto, a conoscere la morte con le lacrime del dialetto, a capire le fondamenta del mondo con le parole e i silenzi del dialetto. I miei primi sogni sono stati in dialetto. Questo testo, che connette luoghi, tempi, mondi, lingue e persone, apparentemente lontani, è un omaggio, un inizio di nostalgia, un dato anagrafico che diventa impegno umano e culturale: insomma è un atto d’amore. Questo è un libro dentro altri libri, e io ho cercato soltanto di dare credibilità al testo letterario, una credibilità interna alla lettura, che spero provochi nel lettore quell’atteggia-mento che Coleridge ha chiamato «sospensione dell’incredulità».
Infine due citazioni:
Se vuoi essere universale parla del tuo villaggio. (Lev Tolstoj)
Per scrivere un romanzo al giorno d’oggi bisogna conoscere nel migliore dei modi soprattutto ciò che avviene nel proprio paesello d’origine. (James Joyce)
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